martedì, 15 aprile 2008
GRAZIE PRODI
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lunedì, 04 giugno 2007

Ma la mafia e i suoi metodi violenti e coercitivi non erano esclusivo frutto del retroterra culturale siciliano e dei suoi abitanti rozzi, incivili e pure di destra?

martedì, 13 marzo 2007
 
 
 
Perché non dare la possibilità a chi preferisce convivere anziché sposarsi di poterlo fare e a chi vuole stabilire un legame affettivo con altro soggetto del medesimo sesso di potere coronare il proprio sogno d’amore?
Da questa domanda ne originano una in risposta una serie di altre: e chi glielo impedisce?
Esiste forse qualche norma residua di un tempo passato e “oscurantista” che impedisca o in qualche modo ostacoli la possibilità di fare sesso o coabitare con chi si vuole, uomini, donne o animali?
Esiste forse qualche residuo di un antico e “superato” senso comune che ponga dei paletti legali a chi voglia ignorare ogni principio elementare di morale sessuale e dedicarsi all’inseguimento sfrenato del piacere con singoli o gruppi, più o meno organizzati?

Essendo  notorio che nella società contemporanea non esiste limitazione a nessuna delle brame individuali, risulta quindi evidente che il problema, posto ieri dai Pacs, oggi diventati Dico, non ha nulla a che fare con la libertà della persona e le sue libere inclinazioni. La questione si colloca di conseguenza a un diverso livello, avendo più a che fare con il significato stesso della convivenza civile.

La proposta di legge del governo Prodi origina dalla presa d’atto che la società sta rapidamente cambiando e che capita sempre più spesso che gli italiani preferiscono convivere con altre persone senza essere legate ad esse da un vincolo familiare o matrimoniale.
Non si tratta di osservare semplicemente che non ci si sposa più in Chiesa (non è la scristianizzazione della società il problema in oggetto), ma che molto spesso si preferiscono forme di convivenza «leggere», non impegnative, facilmente solubili.

Per un ragionamento difficilmente comprensibile la sinistra italiana ha deciso che questi legami leggeri vadano in qualche modo premiati. Che le persone che decidono liberamente di non vincolarsi a particolari doveri debbano comunque avere garantiti gli stessi diritti delle coppie sposate. Di quelle che hanno deciso di dare solidità e stabilità alla loro convivenza contraendo un contratto matrimoniale civile dal quale originano tutta una serie di doveri legali di mutua assistenza, che di per sé giustificano un premio da parte della comunità civile, essendo questo loro legame il fondamento primario della medesima società civile.

Ora Prodi e compagni hanno deciso che tali diritti vadano estesi a quanti hanno dimostrato tramite la spedizione di una raccomandata con ricevuta di ritorno di avere convissuto per un certo periodo con un’altra persona. Qualcuno aggiunge addirittura che questo fatto non porterebbe alcun nocumento alla famiglia tradizionale, ma dovrebbe spiegare da dove lo stato pensa di trovare le risorse per assecondare queste pretese.

Faccio due esempi tra gli altri possibili.

Il primo è quello di una persona che ha avuto l’accortezza di inviare per tempo una raccomandata, che acquisisce il diritto di avere la pensione di reversibilità dopo la morte del proprio compagno. I soldi necessari, tuttavia, lo stato non può certo pensare di stamparli, ma li sottrae alle risorse degli altri cittadini e, specificamente, a quelli precedentemente dedicati alle vedove e agli orfani.

Il secondo esempio è quello di un padre che, magari in tarda età, decide di accompagnarsi a una nuova ragazza, possibilmente giovane e avvenente e, perché no, anche economicamente interessata. Egli non ha nessuna intenzione di sposarsi con la fanciulla, ma questa spedisce la fatidica raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno. In questo caso, alla sua morte la giovinetta troverà modo di consolarsi con circa un terzo dell’eredità del suo caro compagnetto a scapito dei diritti dei figli. Si tenga presente, inoltre, che non è per nulla difficile ipotizzare il fatto che la badante possa inviare questa benedetta raccomandata anche nei confronti del proprio assistito, un po’ se non del tutto rincoglionito, per nulla in grado di capire il contenuto stesso e il significato della lettera. È vero che anche adesso potrebbe combinare un matrimonio, ma le difficoltà, in questo caso, sarebbero di eccezionale portata, si pensi solo alla pubblicità delle nozze, ai parenti del vecchietto, al rischio di essere arrestati per circonvenzione di incapace.  

Il rischio di dette truffe potrebbe tuttavia non rappresentare una barriera ostativa nel caso in cui il diritto di quanti dichiarano la convivenza fosse comunque talmente fondato da rappresentare una palese ingiustizia il non assecondare le loro pretese. Ma l’unico argomento in suo favore si fonda sul principio che, essendo ormai un dato di fatto l’esistenza di molte coppie non sposate, il legislatore sarebbe per questo costretto a tutelare una condizione sociale preferita da tanti.

Questa affermazione è però tutto tranne che un ragionamento. La prova è che, se applicato universalmente, andrebbe esteso a un’eventuale tutela di quanti decidono di  praticare stabilmente il sesso di gruppo, se un giorno il numero di essi superasse la soglia di attenzione che la sinistra italiana oggi ha posto per le coppie di fatto. In questo caso la gang bang potrebbe acquisire risvolti economici interessanti non solo in prospettiva di semplice mercimonio del sesso, perché i partecipanti ad essa potrebbero a pieno titolo pretendere garanzie legali e giuridiche.

Alla società civile non resta quindi che fare gli auguri di una buona morte giunta per eutanasia.

Dario Caroniti

www.normanno.com

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domenica, 25 febbraio 2007

 

Scusate ....ho un dubbio.....ma il bis non si chiede quando una cosa è piaciuta molto? 

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giovedì, 22 febbraio 2007

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martedì, 30 gennaio 2007
Primo giorno di scuola in una scuola americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato negli States da pochi giorni: Sakiro Suzuki (figlio di un alto dirigente della Sony).
Inizia la lezione e la maestra fa alla classe:
- Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia
americana. Chi disse: "Datemi la libertà o datemi la morte"?
La classe tace, ma Suzuki alza la mano.
- Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!
- Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!
- Molto bene, bravo Suzuki!
E chi disse: "Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla"?
Di nuovo Suzuki in piedi,
- Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!
La maestra stupita allora si rivolge alla classe:
- Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!
Si sente una voce bassa bassa:
- Vaffanculo 'sti bastardi giapponesi!!!
- Chi è stato??? - chiede la maestra.
Suzuki alza la mano e senza attendere risponde:
- Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.
La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire:
- Mi viene da vomitare!
- Voglio sapere chi è stato a dire questo! - urla la maestra.
Suzuki risponde al volo:
- George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.
Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato:
- Succhiamelo!
- Adesso basta! Chi è stato a dire questo?? - urla indispettita la maestra.
Suzuki risponde impeterrito:
- Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.
Un altro ragazzo si alza e urla:
- Suzuki del cazzo!
Suzuki risponde:
- Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.
La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene. Si spalanca la porta ed entra il preside:
- Cazzo! Non ho mai visto un casino del genere!!!
Suzuki:
- Romano Prodi, Ottobre 2006, nella sua villa di Bologna, dopo aver visto la finanziaria di Padoa Schioppa!!!

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